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22 April, 2021

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BEAUTY NEWS

of the day


L'immagine simbolo dei funerali del principe Filippo, morto lo scorso 9 aprile, è la regina Elisabetta seduta da sola nella cappella di San Giorgio. In quel momento più che una sovrana era una semplice donna, una moglie che dava l'ultimo saluto al compagno di 73 anni di vita. Appuntata al cappotto Elisabetta II aveva una spilla a lei molto cara e per nulla casuale.Continua a leggere

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Chi ha seguito il funerale del principe Filippo se ne sarà accorto: i rapporti tra Harry e William sono in costante evoluzione. Leggendo infatti il linguaggio non verbale tenuto dai due fratelli lungo l'intera cerimonia funebre si è visto un importante cambiamento. 

Funerale del principe Filippo: tutte le foto
I funerali del principe FilippoLa regina e Andrea
I funerali del principe Filippo
YUI MOKI funerali del principe FilippoLa Regina nella St. George Chapel
I funerali del principe Filippo
JONATHAN BRADYI funerali del principe FilippoKate ed Edoardo al funerale di Filippo
I funerali del principe Filippo
Dominic Lipinski / IPAI funerali del principe FilippoEdoardo Mapelli Mozzi e Beatrice
I funerali del principe Filippo
Dominic Lipinski / IPAI funerali del principe FilippoKate al funerale di Filippo
I funerali del principe Filippo
Chris JacksonI funerali del principe FilippoKate e Camilla al funerale di Filippo
I funerali del principe Filippo
VICTORIA JONESI funerali del principe FilippoLa regina a funerale del principe Filippo
I funerali del principe Filippo
JONATHAN BRADYI funerali di FilippoIl principe Andrea
I funerali di Filippo
Chris JacksonI funerali del principe FilippoAnna ed Edoardo 
I funerali del principe Filippo
Chris JacksonI funerali del principe FilippoHarry al funerali del principe Filippo
I funerali del principe Filippo
VICTORIA JONESI funerali del principe FilippoWilliam, Peter Phillips e Harry
I funerali del principe Filippo
WPA PoolI funerali del principe FilippoBeatrice al funerale di Filippo
I funerali del principe Filippo
JONATHAN BRADYI funerali del principe FilippoEugenia al funerale di Filippo
I funerali del principe Filippo
JONATHAN BRADYI funerali del principe FilippoIl principe Carlo al funerale di Filippo
I funerali del principe Filippo
HANNAH MCKAYI funerali del principe FilippoIl principe Carlo al funerale di Filippo
I funerali del principe Filippo
WPA PoolI funerali del principe FilippoIl feretro
I funerali del principe Filippo
WPA PoolI funerali del principe FilippoCarlo, Andrea e William al funerale di Filippo
I funerali del principe Filippo
WPA PoolIl funerale di FilippoLa regina al Funerale di Filippo
Il funerale di Filippo
LEON NEALI funerali del principe FilippoIl corteo funebre del principe Filippo
I funerali del principe Filippo
ALASTAIR GRANTI funerali del principe FilippoL'arrivo del feretro
I funerali del principe Filippo
Samir HusseinI funerali del principe FilippoLa banda militare del corteo funebre di Filippo
I funerali del principe Filippo
KIRSTY O'CONNORI funerali del principe FilippoKate Middleton al Funerale di Filippo
I funerali del principe Filippo
HANNAH MCKAY

Durante il corteo, infatti, i due principi sono apparsi incredibilmente distanti, non solo fisicamente: posture rigide, sguardi che non si sono mai incontrati e un'atmosfera così opprimente e tesa che si poteva tagliare con un coltello.

William e Harry al Funerale di Filippo.17-04-2021: Windsor, i Funerali del Principe Filippo - i fratelli William e Harry separati dal cugino Peter al corteo funebre
William e Harry al Funerale di Filippo.
Victoria Jones / IPA

La svolta, se di svolta possiamo parlare, si è tenuta dopo la fine della cerimonia: mentre la royal family camminava lungo le strade di Windsor, le telecamere si sono soffermate su Harry e William che stavano, per la prima volta, parlandosi pubblicamente. L'atteggiamento dei due fratelli è apparso a tutti i commentatori come decisamente più complice, quasi amichevole. Di certo molto diverso dall'incredibile secchezza di emozioni dimostrata all'inizio della cerimonia.

Harry, William e Kate dopo la cerimonia.Windsor, i Funerali del Principe Filippo - l'avvicinamento tra William e Harry dopo la cerimonia funebre
Harry, William e Kate dopo la cerimonia.
RUBA / IPA

In molti commentatori hanno dato il merito di questa ritrovata serenità a Kate Middleton, ormai vera e propria figura centrale nella vita della royal family: sembra infatti che sia stata proprio Kate, che per l'occasione -neanche a volerlo fare apposta- ha indossato una collana prestata dalla Regina anche a Lady D.,  ad avvicinare i due fratelli fungendo da "paciera". D'altro canto, nell'intervista a Oprah che ha creato la spaccatura tra le due famiglie di duchi, quella che era stata additata come "cattiva" è stata proprio Kate, accusata da Meghan di non averla difesa in più di un'occasione (e di averla fatta piangere). Il fatto quindi che la duchessa abbia dichiarato l'episodio come "acqua passata" deve aver giocato un ruolo non indifferente nella riconciliazione.

Camilla e KateBRITAIN-ROYALS-PHILIP-FUNERAL
Camilla e Kate
VICTORIA JONES

Una ritrovata serenità famigliare che potrebbe spingere Harry a rimanere più a lungo entro i confini del Regno Unito: sembra infatti che il nipote della Regina, i cui piani erano quelli di una "toccata e fuga", potrebbe decidere di fermarsi almeno fino a giovedì, celebrando con la regina il suo 95esimo compleanno che si terrà mercoledì 21 aprile. Questo sarebbe il primo compleanno di Sua Maestà senza il marito al suo fianco e la presenza dell'intera famiglia potrebbe essere più che importante per la sovrana. Se Harry dovesse fermarsi a Windsor potrebbe essere davvero il segno di un cambiamento negli equilibri fino ad oggi instabili della royal family. Al contrario, potremmo assistere a quella che avrebbe il sapore di una rottura definitiva. A Harry (e Meghan) l'ardua sentenza…



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Sangiovanni è uno dei concorrenti più amati di Amici 2021 e ogni settimana riesce a stupire tutti con le sue barre e con i suoi look originali. Durante la puntata del serale del 17 aprile si è presentato sul palco scalzo e con un completo rosso, il cui significato simbolico è legato alla lotta alla violenza sulle donne.Continua a leggere

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Un video che unisce danza e moda è lo strumento che Gabe Stone Shayer, ballerino solista dell’American Ballet Theatre di New York, ha scelto per contrastare i pregiudizi e gli stereotipi che ha dovuto combattere per tutta la vita. Essere infatti un ballerino classico, nero e maschio, non è mai stato particolarmente facile ed è quindi stato spontaneo per Stone Shayer affrontare queste tematiche per dimostrare che forza e delicatezza, maschile e femminile, essere uomini ed esprimere le proprie emozioni, non sono concetti che contrastano tra loro, ma piuttosto sfaccettature che convivono e che si danno forza reciproca. Per il giovane artista nato a Philadelphia, gli importanti esordi sono sempre stati una costante e, per fare un esempio tra i numerosi possibili, è stato il primo ballerino afro-americano maschio a essersi diplomato alla Bolshoi Ballet Academy di Mosca. Adesso sta invece pensando, non solo di unire danza e moda, ma anche di avvicinare questo mondo alla sostenibilità, essendo il balletto una forma d’arte che deve assorbire quanto più possibile dal contesto sociale contemporaneo.

Il Palm Heights Resort delle Isole Cayman, nel Mar dei Caraibi, ha fatto da prestigiosa location per il video girato da Monica Walton, nel quale Gabe Stone Shayer balla indossando i capi del designer americano dall’approccio responsabile Corban Harper (designer inserito nella selezione del 2020 presentata sulla piattaforma The World of Vogue Talents).

Abbiamo intervistato il ballerino che ci ha parlato del video ma anche dei suoi obiettivi e del suo futuro. 

Parliamo del video che hai realizzato. Puoi dirci qualcosa di più a riguardo? Che idea c’è alla base?

Tra i tanti stereotipi con cui ho a che fare, uno dei più grandi è che i ballerini maschi siano femminili. Credo che questo scoraggi i giovani uomini a esprimere le proprie emozioni. Le aspettative legate alle definizioni di maschile e femminile possono limitare le persone, farle sentire intrappolate. Credo che siamo tutti fatti di tante sfaccettature, e non possiamo rientrare in una categoria sociale definibile. Ho scritto una frase che ha ispirato questo video, “Ci vuole forza per essere aggraziati”, esercitando moderazione quando necessario, comportandosi con decoro, rispettando le persone, la capacità di essere vulnerabili e di esprimersi, il tipo di forza che non può essere misurata in base ai pesi che riesci a sollevare. Quindi, grazie a tutto questo, posso essere sia un atleta che un artista, posso essere sia maschile che femminile, e questo mi rende più forte!

I capi sono del designer americano Corban Harper. Perché hai scelto proprio le sue creazioni, e come si relazionano con la tua performance?

Quando ho visto gli abiti di Corban Harper, ho capito subito che erano perfetti per me. I capi sono leggeri e ariosi, posso muovermi facilmente, ma fanno vedere anche la mia pelle e i miei muscoli, creando un equilibrio perfetto tra forza e bellezza. Inoltre, ogni creazione è originale, questo va ad aggiungersi alla narrazione sulla sostenibilità, in contrasto con la produzione di massa, qualcosa su cui mi piacerebbe informarmi di più.

Recentemente hai raggiunto un traguardo importante, sei stato nominato solista all’American Ballet Theatre. Cosa significa questo per te?

Diventare solista all’American Ballet Theatre è stato sicuramente un risultato enorme. Sono stato nominato nel bel mezzo delle proteste del movimento Black Lives Matter dopo anni di lavoro e in più quest’anno il direttore artistico ha annunciato che andrà in pensione, nessuna di queste due cose mi sembra una coincidenza!

Danza e moda: Life is a Performance di Terrence Zhou
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Il tuo obiettivo come ballerino di danza classica maschio e nero è abbattere gli stereotipi. Come intendi farlo?

Il fatto che io danzi in una delle compagnie di balletto più importanti del mondo è già un inizio. Mi sono reso conto che da piccolo pensavo in modo molto ottimistico che sarei potuto diventare un grande artista senza dover essere etichettato per forza come artista “nero”. Ma oggi so che, visto che il mio viso e il mio corpo rappresentano il mio lavoro, non posso essere anonimo dal punto di vista razziale. Ho ancora bisogno di usare la mia voce e la mia presenza di uomo di colore per sostenere il cambiamento e l’inclusività. Forse un giorno le persone guarderanno al mio contributo artistico al mondo e non al colore della mia pelle. Per il momento, utilizzerò il mio talento per rappresentare il cambiamento che voglio vedere.

Quali sono state le difficoltà più grandi che hai dovuto affrontare come ballerino maschio nero durante la tua carriera?

Per me è stato estremamente difficile uscire da una sorta di scatola su cui c’era scritto “altro”. Mi è stato detto in molte occasioni quello che posso e quello che non posso fare in base alla mia etnia. “Dovresti fare danza moderna”, “Non sembri per niente un principe”, “Non hai l’aria di un leader”; sono cose che io e molti altri ballerini neri ci sentiamo ripetere da sempre, io personalmente da quando ho nove anni. Quando ti senti dire cose del genere, quando sei un ballerino professionista, purtroppo non ti sorprendi più. La comunità del balletto non si è aperta alla comunità black e io spero di aiutare a sostenere quelle voci e quei talenti attraverso il mio lavoro! 

Come è cambiato il tuo lavoro durante quest’anno di pandemia?

La pandemia in realtà mi ha dato una maggiore libertà di esprimermi come voglio. Sono abituato a lottare per essere ascoltato, quindi il Covid era un ostacolo che ero pronto a superare. Ci sono moltissimi esempi di opere d’arte meravigliose e importanti che sono venute fuori dai momenti più difficili. Il lavoro fatto mentre risalivamo la china per uscire da questa pandemia è parte di tutti i nostri percorsi artistici e umani.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Ne ho molti, in questo momento sto lavorando a un balletto classico basato su una storia africana per far vedere alle persone la bellezza della cultura non-europea senza eccedere nell’esotismo. Spero di trovare un modo sostenibile per creare i costumi per il balletto. Sono anche entrato in contatto con la cultura pop attraverso i musicisti e la moda. È importante mettere in evidenza i tempi in cui viviamo, e sarebbe sbagliato non coinvolgere nel balletto gli artisti contemporanei. L’integrità del balletto sta nella tecnica, non nei contenuti. Spero di riuscire un giorno a creare un balletto con la musica di Billie Eilish, se lei mi vorrà!

image0.pngMonica Waltonimage1.pngMonica Waltonimage4.pngMonica Waltonimage3.jpegMonica Waltonimage5.jpegDavid Goddardimage6.jpegDavid Goddardimage7.jpegDavid Goddardimage8.jpegDavid Goddardimage9.jpegDavid Goddard


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“Non posso farti il colore ai capelli perché sono troppo danneggiati”. Vi è mai capitato di sentirvelo dire dal vostro parrucchiere di fiducia? Per scurire, coprire la ricrescita o decolorare con effetto balayage, la texture e lo stato di salute della fibra capillare contano molto e influiscono sulla qualità del risultato. 

“I capelli sani hanno una trama lussuosa, ovvero sana, idratata, corposa e luminosa”, dice Christian Ciliberti, Co-founder e Art Director dei Saloni Karma di Fidenza e Salsomaggiore Terme, affiliati Art Hair Studios e partner Wella Professionals. “L'hair routine a casa è fondamentale, almeno quanto il lavoro svolto dall'hairstylist". Nei saloni Karma gli ospiti vengono accolti con dei percorsi personalizzati che si concludono proprio con l'educazione per trattare i capelli anche a casa. Negli atelier si cura la testa, ma anche il corpo e si creano legami di bellezza e fedeltà. 

Christian Ciliberti
Christian Ciliberti

I capelli sfibrati e danneggiati dal calore eccessivo non rispondono bene al colore. Per questo, a volte, è necessario prima rimetterli in forma e poi pensare alla colorazione. “In questo caso si procede per step, si rigenera la struttura interna con trattamenti ad hoc e poi si procede con il colore. Il risultato ottimale si ottiene ovviamente con lunghezze non precedentemente trattate e ben idratate”, dice Christian. 

Colore, è questione di fiducia 

“Il mio consiglio è fidarsi dell'hairstylist, iniziare un percorso e non tradirlo, soprattutto se bisogna ricostruire la fibra capillare prima di cambiare look". Il miglior risultato si ottiene solo con un lavoro di squadra, in cui si mettono in gioco la professionalità del parrucchiere, la cura e la costanza dei suoi ospiti. 

In caso di capelli secchi e rovinati il colore non vira, ma si rischia di danneggiarli ulteriormente. “Una volta ripristinata la condizione ottimale delle singole ciocche, in fase di decolorazione usiamo Blondorplex di Wella, che ha all’interno il protettivo per i ponti di zolfo dei capelli. Anche la qualità e la tipologia della colorazione scelta possono fare la differenza. Per esempio, se devo fare dei piccoli cambiamenti un prodotto tono su tono è perfetto, mentre se voglio coprire la ricrescita è consigliata una soluzione permanente. Bisogna fidarsi dell'hairstylist che suggerisce quale colorazione scegliere anche in base alle abitudini ed esigenze della persona, per esempio ogni quanto è disposta a venire in salone per il ritocco”. 

Saloni Karma
Saloni Karma

Per l'estate, Wella Professionals ha creato Summer Illuminage, un effetto che replica i raggi del sole al tramonto che illuminano i capelli. Un colore caldo e avvolgente, che si può declinare in due sfumature diverse. Sunset Illuminage intenso e deciso con le ciocche intorno al viso che non vengono schiarite ma tonalizzate con il resto dei capelli e Money Piece, morbido e sfumato, che prevede un contrasto tra radici e lunghezze più leggero. 

La cura a casa

“Lo shampoo è fondamentale, così come conditioner e maschera. Se i capelli non hanno bisogno di lavaggi frequenti consiglio delle maschere intensive, mentre in caso di detersione giornaliera, il conditioner è sicuramente più veloce e indicato. Il tipo di prodotto da applicare deve essere scelto in base alla tipologia e per questo la consulenza in salone è fondamentale. La combinazione shampoo, conditioner e/o maschera deve essere completata da un prodotto leave-in da applicare prima dell’asciugatura: un tris fondamentale soprattutto per capelli di media lunghezza. Noi di Karma guidiamo i nostri ospiti dall'inizio alla fine, proprio per scrivere insieme una storia personalizzata, caratterizzata dalla naturalezza del look finale”. Nessuna colorazione è impossibile se ci si affida alle mani esperte di un master colorist.

Scopri i saloni Karma su Instagram, Facebook e sul sito Karma Hair Stylist.

Art Hair Studios per Wella Professionals
Art Hair Studios per Wella Professionals
Color Fresh Mask di Wella Professionals. Una maschera pigmentata ad alto potere condizionante a base di oli. Dalla formula delicata è una combinazione di colore e cura: è a base di pigmenti pronti, sia l’intensità del colore che la durata variano dai 5 agli 8/10 lavaggi, svanendo senza lasciare traccia e soprattutto senza modificare il colore base di partenza.
Color Fresh Mask di Wella Professionals. Una maschera pigmentata ad alto potere condizionante a base di oli. Dalla formula delicata è una combinazione di colore e cura: è a base di pigmenti pronti, sia l’intensità del colore che la durata variano dai 5 agli 8/10 lavaggi, svanendo senza lasciare traccia e soprattutto senza modificare il colore base di partenza.
Art Hair Studios per Wella Professionals
Art Hair Studios per Wella Professionals
System Professional, Color Save Shampoo. Formulato con Fibrachrome Complex che mantiene la luminosità dei capelli colorati e offre una protezione superiore della cuticola. Lo shampoo prolunga la luminosità del colore e inoltre protegge la struttura cheratinica dei capelli.
System Professional, Color Save Shampoo. Formulato con Fibrachrome Complex che mantiene la luminosità dei capelli colorati e offre una protezione superiore della cuticola. Lo shampoo prolunga la luminosità del colore e inoltre protegge la struttura cheratinica dei capelli.
Art Hair Studios per Wella Professionals
Art Hair Studios per Wella Professionals
System Professional Repair Conditioner. Una ricca crema disciplinante che aiuta a riparare i capelli in soli 30 secondi, donando forza e morbidezza.
System Professional Repair Conditioner. Una ricca crema disciplinante che aiuta a riparare i capelli in soli 30 secondi, donando forza e morbidezza.
Art Hair Studios per Wella Professionals
Art Hair Studios per Wella Professionals
System Professional Keratin Restor Mask. Questa maschera leggera ricostruisce la fibra del capello con una preziosa miscela di oli. Con EnergyCode Complex per capelli pieni di energia.
System Professional Keratin Restor Mask. Questa maschera leggera ricostruisce la fibra del capello con una preziosa miscela di oli. Con EnergyCode Complex per capelli pieni di energia.
Art Hair Studios per Wella Professionals
Art Hair Studios per Wella Professionals
System Professional Styling INSTANT ENERGY. Una formula spray senz’acqua dai benefici istantanei: il tocco finale per i capelli, che si trasforma in un’esperienza sensuale grazie a un aroma trattante di bacche rosse e calde spezie che li avvolge delicatamente. Il risultato è una chioma soffice e piena di energia.
System Professional Styling INSTANT ENERGY. Una formula spray senz’acqua dai benefici istantanei: il tocco finale per i capelli, che si trasforma in un’esperienza sensuale grazie a un aroma trattante di bacche rosse e calde spezie che li avvolge delicatamente. Il risultato è una chioma soffice e piena di energia.
Art Hair Studios per Wella Professionals
Art Hair Studios per Wella Professionals
Wellaplex, No3 Hair Stabilizer. Consiste in un trattamento da applicare una volta la settimana fra un servizio colore e l’altro, in questo modo si trarrà il massimo beneficio possibile ed i capelli risulteranno sani e vitali.PLEX_Hair_Stabilizer_No3_100ml.psd
Wellaplex, No3 Hair Stabilizer. Consiste in un trattamento da applicare una volta la settimana fra un servizio colore e l’altro, in questo modo si trarrà il massimo beneficio possibile ed i capelli risulteranno sani e vitali.

 



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Chiara Ferragni è diventata mamma per la seconda volta da meno di un mese ma, a differenza di molte star del suo calibro, ha dimostrato di non avere paura di rivelare i "lati oscuri" della maternità. Nelle ultime ore, ad esempio, ha immortalato una macchia di latte materno sul top, normalizzando l'allattamento al seno.Continua a leggere

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I Ferragnez hanno sfoggiato una nuova manicure di coppia, ispirata ai colori sgargianti e vivaci del periodo hippie: giallo fluo e arancio per la nail art tie dye di Fedez, fucsia e bianco per la manicure optical tipica delle trame anni '70 di Chiara. Una manicure che è molto più di una semplice tendenza e che vuole sdoganare una volta per tutte il tabù dello smalto per l'uomo.Continua a leggere

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Alcuni Paesi e alcune multinazionali hanno introdotto, per andare incontro alle loro lavoratrici, il congedo mestruale. Anche in Italia era stato proposto, in caso di dismenorrea accertata, ma la discussione sull'argomento si è arenata molto presto. Abbiamo chiesto alla ginecologa Manuela Farris se realmente il ciclo mestruale può essere invalidante e cosa fare in questi casi.Continua a leggere

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L'attenzione alla moda sostenibile e a scelte più etiche e consapevoli, quando si tratta di acquisti, si sta diffondendo sempre di più. Hanno con convinzione abbracciato questa causa diverse celebrities, che in occasioni importanti hanno ribadito il loro impegno per l'ambiente indossando abiti eco oppure riciclandone alcuni già usati.Continua a leggere

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Brillanti, luminosi e pastello: sono le caratteristiche principali degli ombretti di tendenza per il trucco della primavera 2021 che rende protagonisti colori come l'intramontabile rosa, il corallo, il verde e l'azzurro, fino ad arrivare al lilla e al giallo. Scopri tutte le nuove palette di ombretti da provare e i look delle star da copiare!Continua a leggere

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Sneakers 2021: Versace presenta il nuovo modello Greca per la primavera estate

In questi ultimi mesi così delicati e complessi la cosa che più bramiamo è un biglietto sola andata per Versacepolis. Sepolta fra le acque dell'Oceano, dove i colori fluorescenti dei coralli illuminano le onde di coraggio e di speranza, regna la Medusa, il simbolo di forza e resilienza in cui trovare ispirazione e conforto. La fantasia di Donatella Versace è il sogno di tutti noi, un luogo sperduto sotto la superficie, che diluisce l'odio e sommerge i conflitti, un mondo dove creature meravigliose convivono in pace, dove la vita è evasione, la natura un rifugio, le differenze una libertà. La collezione Versace primavera estate 2021 ha sfilato a porte chiuse in fondo al mare, al cospetto della Gorgone emblema del marchio, fra sexy sirene, stelle marine arcobaleno e conchiglie gioiello

Versace primavera estate 2021
Versace primavera estate 2021
Versace primavera estate 2021
Versace primavera estate 2021

La sfilata - di cui si è parlato parecchio per l'ispirazione tanto sofisticata quanto attuale - è un chiaro omaggio alla stampa Trésor de la Mer, lanciata da Gianni Versace nel 1992 e qui riportata ai suoi antichi splendori, in una nuova versione completamente nuova eppure così familiare. Il motivo, che riprende le più affascinanti creature degli abissi, è il fil rouge dell'intera collezione, stampato su blazer e pantaloni, bikini e gonne corte, fino ai mini abiti ricamati del finale e tutti gli accessori, cappellini bucket, marsupi e perfino le nuovissime sneakers Greca, al loro debutto in passerella. Dopotutto, nell'universo marino studiato da Donatella Versace non poteva certo mancare una favolosa linea di scarpe sportive, giusto?

Versace primavera estate 2021
Versace primavera estate 2021
VersaceVersace primavera estate 2021
Versace primavera estate 2021
Versace

Così, dopo aver dedicato ampio spazio a modelli chunky come Trigreca e Chain Reaction, Versace ha presentato al mondo la nuova Greca, una sneakers dalla silhouette semplice e lineare, ma ben riconoscibile per il pattern inciso sul bordo e per la testa di Medusa nascosta sotto la suola insieme al logo del marchio. Le scarpe sono disponibili in due varianti (alte e basse) declinate in morbida pelle o in tela e, soprattutto, sono proposte in una meravigliosa palette colori che spazia dai classici bianco e nero a nuance più accese come il blu, il rosso e il viola. E poi le iconiche stampe di Versace, dalla Barocco alla già citata Trésor de la Mer, fino alla Medusa Amplified, acquistabile esclusivamente online sul sito Versace.com.

Versace primavera estate 2021
Versace primavera estate 2021
Versace

Indecise su come indossare le nuove sneakers Versace? Tranquille, il modello Greca è davvero molto facile da abbinare. Complice il design pulito, questa scarpa funziona bene sia con jeans a sigaretta che con i modelli bootcut, ma anche sotto uno dei tailleur ultra relaxed che stanno spopolando proprio in questo periodo o con un paio di shorts e una camicia di seta oversize. Provatele insieme a un romantico vestitino di jeans, con un lungo slipdress di seta bianco o con un elegante abito di maglia. Insomma, sentitevi libere spaziare con i pezzi del vostro guardaroba, ma attenzione ai colori e a come indossarli: se volete puntare su uno dei modelli stampati (i nostri preferiti!) noi vi consigliamo di lasciare l'attenzione proprio sulle grafiche ed evitare altri pattern. La stampa Versace vince su tutto…

Sneakers Versace Greca
Sneakers Versace Greca
Sneakers Versace Greca
Sneakers Versace Greca
Sneakers Versace Greca
Sneakers Versace Greca


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Modelli di jeans per la primavera estate 2021: la guida di Vogue

C’è una bellissima citazione di Diana Vreeland sull’amore per il denim: “I blue jeans sono l'invenzione più bella dai tempi della gondola”, dichiarò un tempo l’ex caporedattore di Vogue America (dal 1963 al 1971), innamorata di questo capo fondamentale del guardaroba che molti di noi danno per scontato. O, o se non altro, davano.

Come era prevedibile, le vendite dei jeans negli Stati Uniti nel 2020 sono state eclissate da una corsa virtuale ai pantaloni della tuta e agli abiti da casa comodi. Un report condotto da Euromonitor sull’effetto che ha avuto la pandemia sulla quota di mercato del denim in Cina nello stesso periodo, traccia un quadro altrettanto desolante. “I jeans hanno registrato un forte calo delle vendite nel 2020 con la chiusura dei negozi fisici durante i lockdown,” si legge, accennando al fatto di non poter provare i jeans prima di un potenziale investimento. In Europa (patria del denim), la storia sembra (relativamente parlando) più ottimistica, con le vendite nette di Levi Strauss calate dopo dieci anni, secondo quanto riportato, da 1.768,1 milioni di dollari nel 2019 a 1.435,6 milioni: una cifra che supera i risultati del 2018.

Al di là delle statistiche, probabilmente avrete già assistito agli effetti in tempo reale del primo lockdown sul vostro guardaroba giornaliero e delle persone più vicine a voi. Ebbene sì, il comfort wear elasticizzato ha regnato sovrano in modo costante, questo quando avevamo l’energia di vestirci. Il più delle volte, qualsiasi capo d’abbigliamento con una cerniera costituiva una violazione, figurarsi un’abbottonatura con patta poco flessibile e nessuna elasticità.

Ciononostante, il 2021 si sta delineando in maniera diversa. Mentre speriamo presto di riemergere lentamente in un mondo vaccinato e riscoprire i cardini sociali da tempo perduti delle nostre vite, siamo pronti a rivendicare l’abbigliamento casual originale che ha reso noi, e innumerevoli altre generazioni, quello che siamo oggi, facendoci sentire alla grande.

È giunta l’ora di dire addio ai pantaloni della tuta Non c’è altro modo di dirlo. Ignorate chiunque vi dica che c’è bisogno di un “piano d’azione” per tornare a indossare i jeans: tutto ciò di cui abbiamo bisogno è un’opportunità per indossare qualcosa (qualsiasi cosa) che non siano i pantaloni della tuta.

Bella Hadid, un faro dello stile post-pandemia che risolleva l’umore, c’entra molto in tutto ciò. Quando non è occupata a riportare in auge i jeans a zampa Von Dutch dei primi anni 2000, fa proposte di stile molto interessanti con jeans a vita bassa modello bootcut di Miss Sixty. Allo stesso modo, Devon Lee Carlson propone abbinamenti in denim indaco e maglietta vintage che sono la vera definizione di moda “appagante” e che bramiamo disperatamente in questo momento. Oltre alle vacanze. Da un luogo straordinariamente elegante come Venezia, casa natale dei Bellini, dei cicchetti e delle gondole, che sembra essere bella come i blue jeans.

5 modelli di jeans che domineranno il 2021 1. Modello bootcut a vita bassa anni 2000 Britney Spears cammina lungo Melrose Avenue, Los Angeles, 5 marzo  2003.Britney Spears Shops On Melrose Avenue
Britney Spears cammina lungo Melrose Avenue, Los Angeles, 5 marzo  2003.
Frazer Harrison

La vostra musa: l’80% dei vostri feed Instagram

Da indossare con: il top Mia a righe allacciato al collo con schiena scoperta di Gimaguas o un gilet di jeans vintage

Cosa c’è da sapere: Non sorprende che uno dei capisaldi di inizio millennio, sfoggiato da Britney Spears, Destiny’s Child e Paris Hilton stia per fare un ritorno mainstream in tempo per l’estate 2021. La silhouette che un tempo definiva lo stile da pop star si rifà alle celebrazioni da era pre-social, quando la moda abbracciava la sfacciataggine. Nel caso dei jeans bootcut a vita bassa quasi letteralmente. Dove acquistarli? I jeans Diesel D-Ebbey sono la cosa più vicina a una moderna rivincita (basta aggiungervi una cintura con strass). Dieci e lode a chi riesce a ottenere un paio di jeans originali Frankie B su Depop.

2. I jeans a gamba dritta da “uptown girl” Carolyn Bessette-KennedyJOHN-JOHN KENNEDY AND HIS WIFE CAROLYN IN NEW YORK
Carolyn Bessette-Kennedy
Lawrence Schwartzwald

La vostra musa: Dua Lipa, Carolyn Bessette-Kennedy

Da indossare con: Un twin-set Cecilie Bahnsen , o una gonna di seta color avorio Orseund Iris, e gli orecchini a cuore di Laura Lombardi

Cosa c’è da sapere: A febbraio 2016 ho scritto un articolo per British Vogue che chiedeva un time-out ai jeans modello skinny. Questa era la stagione in cui un’intera schiera di redattori moda iniziava a far resuscitare i jeans vintage Levi’s dopo il debutto di Vetements con una versione corta e alterata: un successo globale e un fenomeno street-style nonostante (o molto probabilmente a causa) del prezzo di ben 880 sterline.

Maryam Nassir Zadek AI 2021, mm6 Maison Margiela AI 2021,Christian Dior AI 2021
Maryam Nassir Zadek AI 2021, mm6 Maison Margiela AI 2021,Christian Dior AI 2021

“La vera rivoluzione del denim a cui stiamo assistendo adesso non riguarda semplicemente un ritorno al look”, ho pensato. “Le credenziali disinvolte, spensierate dei jeans non elastici sono nelle mani di brand giovani che reinterpretano la vasta eredità del denim.” Arriviamo ai nostri giorni e brand come Maryam Nassir Zadeh, Khaite, Slvrlake e Re/Done continuano a dare priorità al programma compra-adesso-ama-per-sempre che si cela dietro tagli a gamba dritta di gran lunga più lusinghieri, che si abbinano perfettamente sia a sabot scamosciati e una baguette a tracolla che a un paio di Adidas Spezial usurate e a un top sdrucito.

3. Jeans larghi anni ‘90 Eytys Maryam AI 2021, Peter Do AI 2021, Alberta Ferretti AI 2021
Eytys Maryam AI 2021, Peter Do AI 2021, Alberta Ferretti AI 2021

La vostra musa: La stylist di Kim Kardashian West, Veneda Carter

Da indossare con: gilet modello granddad Eytys, camicia di jeans modello western Levi's o il corsetto in pelle di R&M 

Cosa c’è da sapere: Come ha recentemente riferito Vogue, le silhouette in denim ampie sono i cardini del 2021 per le celebrities. Invece di indossare abiti voluminosi sul tappeto rosso, Tracee Ellis Ross, Katie Holmes e Hailey Bieber ci stanno mostrando chilometri di denim per le strade di New York e Los Angeles. Siamo qui per questo. Che decidiate di indossarli con una camicia di jeans a contrasto (il look che appartiene a Ross) o un corsetto su misura (come l’attrice Rowan Blanchard), c’è molto da dire sul pensare in grande quando si tratta di denim moderno da indossare ovunque.

Denim sostenibile? Ecco i brand più green
Moda Jeans 2021: tutte le collezioni in denim sostenibile
Alessandro Enriquez lancia una collezione di capi denim sostenibili che presenta giubbini oversize di ispirazione anni 90, mini-skirt iper femminili, classici jeans a vita alta e bomber. La capsule è stata realizzata tra l'Italia e la Tunisia - paese caro ad Enriquez per via delle sue origini - nel pieno rispetto della salvaguardia dell’ambiente senza l’utilizzo di agenti chimici, ma privilegiando tinture naturali per una moda più sostenibile e green.Alessandro Enriquez
Alessandro Enriquez lancia una collezione di capi denim sostenibili che presenta giubbini oversize di ispirazione anni 90, mini-skirt iper femminili, classici jeans a vita alta e bomber. La capsule è stata realizzata tra l'Italia e la Tunisia - paese caro ad Enriquez per via delle sue origini - nel pieno rispetto della salvaguardia dell’ambiente senza l’utilizzo di agenti chimici, ma privilegiando tinture naturali per una moda più sostenibile e green.
Press officeAlessandro EnriquezPress officeAlessandro EnriquezPress officeBershka lancia il terzo capitolo del progetto in edizione limitata completamente ideato e prodotto in Spagna che, questa volta, porta anche l'etichetta Bershka JOIN LIFE RE-MADE per capi esclusivi realizzati interamente utilizzando capi di collezioni precedenti. La nuova collezione si chiama Denim Hack, è incentrata sul patchwork e presenta una palette di colori che punta su kaki e beige, con qualche e tocco di rosso che dona un forte tocco di stile utilitaristico. La capsule comprende una minigonna, una giacca unisex, jeans straigh cut anni '90 e un top bustier, tutti pezzi assolutamente unici, limitati a uno stock di sole 120 unità disponibile esclusivamente online.Bershka
Bershka lancia il terzo capitolo del progetto in edizione limitata completamente ideato e prodotto in Spagna che, questa volta, porta anche l'etichetta Bershka JOIN LIFE RE-MADE per capi esclusivi realizzati interamente utilizzando capi di collezioni precedenti. La nuova collezione si chiama Denim Hack, è incentrata sul patchwork e presenta una palette di colori che punta su kaki e beige, con qualche e tocco di rosso che dona un forte tocco di stile utilitaristico. La capsule comprende una minigonna, una giacca unisex, jeans straigh cut anni '90 e un top bustier, tutti pezzi assolutamente unici, limitati a uno stock di sole 120 unità disponibile esclusivamente online.
Press officeBershkaPress officeBershkaPress officeBershkaPress officeCandiani Denim Store presenta una nuova straordinaria collaborazione con Boyish Jeans, il brand californiano specializzato sin dalla sua fondazione in collezioni di jeans sostenibili. Due campioni internazionali della manifattura sostenibile hanno condiviso il proprio know-how e creato un modello di grande impatto stilistico: Mikey Jeans. Un capo a vita alta e gamba ampia, rifinito con un orlo grezzo alla caviglia. Mikey Jeans è realizzato con un tessuto in cotone organico, Refibra™ (fibre cellulosiche riciclate), e la tecnologia COREVA™ di Candiani che lo rende biodegradabile al 100%. Tinto con la tecnologia Indigo Juice® di Candiani e imbozzimato con Kitotex®, un polimero naturale che sostituisce i prodotti chimici convenzionali e garantisce una significativa riduzione dell’acqua e dell’energia utilizzate nel processo di produzione. Mikey Jeans di Boyish Jeans x Candiani Denim Store è disponibile in tiratura limitata presso Candiani Denim Store di Piazza Mentana 3 a Milano e su www.candianidenim.store al prezzo di 195,00 euro.Boyish Jeans x Candiani Denim Store
Candiani Denim Store presenta una nuova straordinaria collaborazione con Boyish Jeans, il brand californiano specializzato sin dalla sua fondazione in collezioni di jeans sostenibili. Due campioni internazionali della manifattura sostenibile hanno condiviso il proprio know-how e creato un modello di grande impatto stilistico: Mikey Jeans. Un capo a vita alta e gamba ampia, rifinito con un orlo grezzo alla caviglia. Mikey Jeans è realizzato con un tessuto in cotone organico, Refibra™ (fibre cellulosiche riciclate), e la tecnologia COREVA™ di Candiani che lo rende biodegradabile al 100%. Tinto con la tecnologia Indigo Juice® di Candiani e imbozzimato con Kitotex®, un polimero naturale che sostituisce i prodotti chimici convenzionali e garantisce una significativa riduzione dell’acqua e dell’energia utilizzate nel processo di produzione. Mikey Jeans di Boyish Jeans x Candiani Denim Store è disponibile in tiratura limitata presso Candiani Denim Store di Piazza Mentana 3 a Milano e su www.candianidenim.store al prezzo di 195,00 euro.
Press officeBoyish Jeans x Candiani Denim StorePress officeBoyish Jeans x Candiani Denim StorePress officeClosed lancia la prima capsule collection di jeans e giacche in denim elasticizzato completamente biodegradabile. I capi, pensati per donna e uomo, sono realizzati in cotone biologico e con il primo filato elasticizzato biodegradabile al mondo, Coreva™, brevettato da Candiani. Inoltre, per rendere ogni capo 100% compostabile, Closed ha sostituito bottoni, borchie e zip con alternative naturali, in questo modo tutti i capi della collezione possono essere smaltiti naturalmente, senza alcun residuo di microplastica o emissione chimica. Senza dimenticare la scelta di metodi di tintura e lavaggio ecocompatibili per risparmiare acqua, prodotti chimici ed elettricità.Candiani Denim x Closed
Closed lancia la prima capsule collection di jeans e giacche in denim elasticizzato completamente biodegradabile. I capi, pensati per donna e uomo, sono realizzati in cotone biologico e con il primo filato elasticizzato biodegradabile al mondo, Coreva™, brevettato da Candiani. Inoltre, per rendere ogni capo 100% compostabile, Closed ha sostituito bottoni, borchie e zip con alternative naturali, in questo modo tutti i capi della collezione possono essere smaltiti naturalmente, senza alcun residuo di microplastica o emissione chimica. Senza dimenticare la scelta di metodi di tintura e lavaggio ecocompatibili per risparmiare acqua, prodotti chimici ed elettricità.
Press officeCandiani Denim x ClosedPress officeCandiani Denim x ClosedPress officeCandiani Denim x ClosedPress officeCOS riconferma l’impegno nei confronti della sostenibilità reinterpretando un classico del guardaroba, attraverso la nuova linea di capi in denim realizzati con cotone organico e riciclato, riducendo l’uso di plastica nelle finiture. Per la donna, cinque fit diversi: accanto ai classici modelli a sigaretta e skinny, troviamo anche jeans a zampa, morbidi e barrel leg. Tutti i modelli sono disponibili in diversi lavaggi e pensati per ogni stile, da abbinare, grazie alla loro versatilità, a T-shirt bianche o a capi in pelle per un look più deciso.COS
COS riconferma l’impegno nei confronti della sostenibilità reinterpretando un classico del guardaroba, attraverso la nuova linea di capi in denim realizzati con cotone organico e riciclato, riducendo l’uso di plastica nelle finiture. Per la donna, cinque fit diversi: accanto ai classici modelli a sigaretta e skinny, troviamo anche jeans a zampa, morbidi e barrel leg. Tutti i modelli sono disponibili in diversi lavaggi e pensati per ogni stile, da abbinare, grazie alla loro versatilità, a T-shirt bianche o a capi in pelle per un look più deciso.
Press officeCOSPress officeCOSPress officeCOS riconferma l’impegno nei confronti della sostenibilità reinterpretando un classico del guardaroba, attraverso la nuova linea di capi in denim realizzati con cotone organico e riciclato, riducendo l’uso di plastica nelle finiture. Per la donna, cinque fit diversi: accanto ai classici modelli a sigaretta e skinny, troviamo anche jeans a zampa, morbidi e barrel leg. Tutti i modelli sono disponibili in diversi lavaggi e pensati per ogni stile, da abbinare, grazie alla loro versatilità, a T-shirt bianche o a capi in pelle per un look più deciso.COS
COS riconferma l’impegno nei confronti della sostenibilità reinterpretando un classico del guardaroba, attraverso la nuova linea di capi in denim realizzati con cotone organico e riciclato, riducendo l’uso di plastica nelle finiture. Per la donna, cinque fit diversi: accanto ai classici modelli a sigaretta e skinny, troviamo anche jeans a zampa, morbidi e barrel leg. Tutti i modelli sono disponibili in diversi lavaggi e pensati per ogni stile, da abbinare, grazie alla loro versatilità, a T-shirt bianche o a capi in pelle per un look più deciso.
Press officeDesigual conferma il suo impegno sostenibile con il progetto Love the World che presenta tutte le attività del marchio in programma per il 2021. Tra queste anche una nuova capsule upcycling, sostenibile al 100% e ispirata all'iconica giacca realizzata nel 1984 utilizzando scampoli di jeans vintage. E sono proprio una serie di scampoli jeans usati, recuperati e riassemblati a Barcellona il punto di partenza di questa inedita collezione che presenta giacche, gonne e salopette in versione patchwork per omaggiare l'eternità di questo tessuto eterno.Desigual
Desigual conferma il suo impegno sostenibile con il progetto Love the World che presenta tutte le attività del marchio in programma per il 2021. Tra queste anche una nuova capsule upcycling, sostenibile al 100% e ispirata all'iconica giacca realizzata nel 1984 utilizzando scampoli di jeans vintage. E sono proprio una serie di scampoli jeans usati, recuperati e riassemblati a Barcellona il punto di partenza di questa inedita collezione che presenta giacche, gonne e salopette in versione patchwork per omaggiare l'eternità di questo tessuto eterno.
Press officeDesigualPress officeDesigualPress officeDesigualPress officeLa strategia di Diesel Diesel
La strategia di Diesel "For Responsible Living" conferma l'impegno del brand ad agire a beneficio delle generazioni presenti e future, con il lancio di iniziative sempre nuove incentrate sulla sostenibilità. Tra queste, la collezione “Respectful Denim con il DNA DIESEL” che presenta una serie di jeans realizzati utilizzando tecniche innovative che riducono in maniera significativa l'uso di acqua e di prodotti chimici nel corso del processo di produzione. Ogni paio è trattato con una minima quantità di prodotti chimici certificati GreenScreen, e la quantità di acqua utilizzata è ridotta fino al 40% rispetto ai metodi convenzionali. Tutti i capi sono dotati di una speciale etichetta, che identifica questi modelli come rispettosi degli standard specifici relativi al trattamento e/o al materiale usato.
Press officeDieselPress officeDieselPress officeLa collezione sostenibile Smart Guess continua a crescere ogni stagione, rinnovando l'impegno del marchio per una moda più sostenibile. Per la stagione PE21, Guess lancia Reborn Denim, una collezione di quattro modelli disponibili in tre lavaggi realizzati utilizzando denim di seconda mano, meticolosamente selezionato e lavorato con cura con l'obiettivo di eliminare gli sprechi. Non mancano modelli realizzati in canapa - fibra prodotta utilizzando zero pesticidi e sostanze chimiche e il 70% in meno di acqua rispetto al cotone - e in Eco Feather Weight, un denim super leggero realizzato con cotone post-consumo e fibra di poliestere riciclata.Guess
La collezione sostenibile Smart Guess continua a crescere ogni stagione, rinnovando l'impegno del marchio per una moda più sostenibile. Per la stagione PE21, Guess lancia Reborn Denim, una collezione di quattro modelli disponibili in tre lavaggi realizzati utilizzando denim di seconda mano, meticolosamente selezionato e lavorato con cura con l'obiettivo di eliminare gli sprechi. Non mancano modelli realizzati in canapa - fibra prodotta utilizzando zero pesticidi e sostanze chimiche e il 70% in meno di acqua rispetto al cotone - e in Eco Feather Weight, un denim super leggero realizzato con cotone post-consumo e fibra di poliestere riciclata.
Press officeGuessPress officeGuessPress officeGuessPress officeH&M annuncia la collaborazione con Lee, leggendario brand americano di jeans, per promuovere una nuova generazione di denim sostenibile, realizzata a quattro mani dal design alla produzione. H&M per la prima volta produrrà jeans in cotone riciclato al 100% condividendo sul sito hm.com i dati di Life Cycle Assessment che indicano l'impatto di acqua, Co2 ed energia impiegati per ogni capo della collezione, a partire dalle materie prime utilizzate fino al termine del suo utilizzo. Il concetto di trasparenza si combina perfettamente con la positività della collezione, le silhouette oversize e i capi informali, che attingono all’eredità di Lee. Il tessuto utilizzato è fondamentale e questi primi jeans in cotone riciclato al 100% sono realizzati con l'80% di rifiuti post-industriali e il 20% di rifiuti post-consumo. Nella capsule è presente anche un denim privo di cotone, realizzato con fibre artificiali rinnovabili, nonché coloranti a risparmio idrico e lavaggi a basso impatto, certificati da terzi per il loro consumo di acqua, prodotti chimici ed energia. La capsule Lee x H&M, pensata per donna, uomo e bambino, sarà disponibile a partire dal 28 gennaio online su hm.com, e dal 25 febbraio in selezionati punti vendita H&M.Lee x H&M
H&M annuncia la collaborazione con Lee, leggendario brand americano di jeans, per promuovere una nuova generazione di denim sostenibile, realizzata a quattro mani dal design alla produzione. H&M per la prima volta produrrà jeans in cotone riciclato al 100% condividendo sul sito hm.com i dati di Life Cycle Assessment che indicano l'impatto di acqua, Co2 ed energia impiegati per ogni capo della collezione, a partire dalle materie prime utilizzate fino al termine del suo utilizzo. Il concetto di trasparenza si combina perfettamente con la positività della collezione, le silhouette oversize e i capi informali, che attingono all’eredità di Lee. Il tessuto utilizzato è fondamentale e questi primi jeans in cotone riciclato al 100% sono realizzati con l'80% di rifiuti post-industriali e il 20% di rifiuti post-consumo. Nella capsule è presente anche un denim privo di cotone, realizzato con fibre artificiali rinnovabili, nonché coloranti a risparmio idrico e lavaggi a basso impatto, certificati da terzi per il loro consumo di acqua, prodotti chimici ed energia. La capsule Lee x H&M, pensata per donna, uomo e bambino, sarà disponibile a partire dal 28 gennaio online su hm.com, e dal 25 febbraio in selezionati punti vendita H&M.
Press officeLee x H&MPress officeLee x H&MPress officeLee x H&MPress officeOggi Levi’s rappresenta un vero e proprio laboratorio per il progresso in fatto di denim. Il marchio statunitense, infatti, ha lanciato per la Primavera/Estate 2021 la nuova collezione Wellthread, che introduce tessuti in misto canapa al 55%, nuove tecniche di tintura naturale, l’uso massivo di cotone coltivato biologicamente e la riciclabilità di ogni capo Wellthread. Scelte che permettono di aumentare la sostenibilità di tutta la collezione, dato che il cotone biologico è coltivato senza utilizzo di pesticidi chimici e ciò contribuisce a rendere il terreno più sano e pulito, che rende a sua volta i corsi d’acqua più puliti, mentre la canapa è una fibra che richiede ancora meno acqua e pesticidi rispetto al cotone tradizionale. Ma Levi’s Wellthread si caratterizza anche per l’uso di coloranti naturali a base vegetale e di una una tecnica speciale che prevede l’impiego di onde ultrasoniche per applicare il colorante alla fibra, evitando l’uso di prodotti chimici aggressivi e riducendo l’impronta ambientale complessiva dell’indumento. I lavaggi, invece, prevedono un processo di finitura che si caratterizza per l’impiego delle tecniche WaterLess, in grado di risparmiare fino al 96% dell’acqua normalmente utilizzata in questa fase e permettendo al marchio di risparmiare più di 3,5 miliardi di litri d’acqua dalla loro introduzione circa dieci anni fa.Levi's
Oggi Levi’s rappresenta un vero e proprio laboratorio per il progresso in fatto di denim. Il marchio statunitense, infatti, ha lanciato per la Primavera/Estate 2021 la nuova collezione Wellthread, che introduce tessuti in misto canapa al 55%, nuove tecniche di tintura naturale, l’uso massivo di cotone coltivato biologicamente e la riciclabilità di ogni capo Wellthread. Scelte che permettono di aumentare la sostenibilità di tutta la collezione, dato che il cotone biologico è coltivato senza utilizzo di pesticidi chimici e ciò contribuisce a rendere il terreno più sano e pulito, che rende a sua volta i corsi d’acqua più puliti, mentre la canapa è una fibra che richiede ancora meno acqua e pesticidi rispetto al cotone tradizionale. Ma Levi’s Wellthread si caratterizza anche per l’uso di coloranti naturali a base vegetale e di una una tecnica speciale che prevede l’impiego di onde ultrasoniche per applicare il colorante alla fibra, evitando l’uso di prodotti chimici aggressivi e riducendo l’impronta ambientale complessiva dell’indumento. I lavaggi, invece, prevedono un processo di finitura che si caratterizza per l’impiego delle tecniche Water

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Mostre 2021: un appuntamento per maggio

La Fondation Cartier pour l’art contemporain, con la sua inconfondibile architettura trasparente vicina al Montparnasse, a Parigi, è un luogo iconico: geniale nella forma dell’edificio (concepito da Jean Nouvel), originale nella sostanza del progetto. In quasi 40 anni di vita, conta su una collezione di oltre 2000 opere di 500 artisti di 50 nazionalità diverse. I numeri sono importanti: è infatti sulla coralità, sulla diversità, sulla polifonia che la Fondation Cartier si regge, continuando a commissionare opere ad artisti di qualsiasi latitudine.

Il progetto ci tocca da vicino perché dal 2019 la Fondation Cartier ha stretto una solida partnership con la Triennale di Milano nella convinzione che è dagli incroci che nascono nuove piazze e dalle collezioni di musei la forza per tenere viva la memoria che possa ispirare il futuro creativo. Tra un mese le due istituzioni presenteranno, nelle sale del Palazzo dell’Arte progettato nel capoluogo lombardo da Giovanni Muzio, la mostra Les Citoyens ideata dal pittore argentino Guillermo Kuitca, che da anni collabora con il museo parigino (dal 6 maggio al 12 settembre, www.triennale.org).

Seguendo la sua sensibilità, Kuitca ha abbinato installazioni, dipinti, sculture, ceramiche, polaroid, video, disegni – molte le opere inedite - di 28 artisti della collezione della Fondation Cartier per esplorare l’idea del collettivo, del gruppo, della comunità, il tema a cui Vogue Italia ha dedicato il numero di aprile 2021. «La mostra non presenta niente di omogeneo: è un vero crogiolo, una polifonia di elementi e voci. Ha a che fare col senso più ampio di comunità, con l’aspetto democratico di tutte le opere e con la relazione che le collega l’una all’altra», ha spiegato. Les Citoyens si presenta quindi come un’esposizione-artwork in cui Kuitca firma non soltanto la selezione delle opere stesse, ma anche il loro inserimento negli spazi della Triennale. «È interessante che questa mostra venga presentata lì. Mentre lavoravo al progetto e cercavo di dare un’identità all’esposizione, ho anche pensato che essere a Milano, una città che ha un rapporto così stretto con il design, potesse essere una fonte d’ispirazione e una sfida che quasi fa sentire in soggezione. Mi piace pensare che Les Citoyens sia tanto un atto di design quanto un atto di amore», ha commentato l’artista.

Installazione di Tony Oursler per la mostra Les Citoyens
Installazione di Tony Oursler per la mostra Les Citoyens

Che cosa vedremo, dunque? Qualcosa lo anticipiamo già qui, nelle immagini che vi proponiamo, tratte da un percorso espositivo costruito su collegamenti che  - ci dice Kuitca - «tessono una trama di sensi e sensazioni». Corrispondenze o affinità elettive concatenate così: il disegno monumentale di Cai Guo-Qiang è legato al film di Artavazd Peleshyan, che a sua volta evoca un gruppo di animali la cui vulnerabilità rimanda alla presenza dell’uomo nelle fotografie di Fernell Franco o nella società in miniatura delle sculture di Véio.

Un'opera di Francesca Woodman
Un'opera di Francesca Woodman

Visiteremo – se per maggio il Dpcm riaprirà finalmente le porte dei musei e le mostre del 2021 - una mostra corale, una costellazione di opere disseminate in modo da farsi eco l’una con l’altra, come ben simboleggia il lavoro di Agnès Varda capace di far risuonare le voci di una comunità di donne di ogni età da un lato e dall’altro di indicare delle sedute dove i visitatori, se lo vorranno, potranno riunirsi a loro volta, per osservare e ascoltare. L’importanza del punto di vista è una costante di molti lavori esposti: è presente nell’installazione di Tony Oursler, in cui il visitatore si trova immerso in una foresta di spiriti sciamanici, così come nel progetto del fotografo Daido Moriyama, che presenta un tour nel suo studio attraverso una serie di Polaroid. L’essere umano, in assenza o presenza, è ospite fisso: il suo corpo si dissolve nelle foto di Francesca Woodman, si mette a nudo con David Lynch, si fa ritrarre dalle matite di Taniki. Impossibile citare tutti gli artisti coinvolti in questa mostra-monstre che ci conclude con gli straordinari scatti di Claudia Andujar.

Uno scatto della fotografa brasiliana Claudia Andujar
Uno scatto della fotografa brasiliana Claudia Andujar

C’è tuttavia un’opera che riassume perfettamente lo spirito del progetto: è l’installazione  David’s Living Room Revisited (2014-2020) che Guillermo Kuitca firma con il formidabile duo David Lynch e Patti Smith. Vedremo questa stanza da letto, con i muri neri e scarlatti dipinti da Kuitca, su cui troviamo disegni, quadri e mobili firmati da Lynch e, in sottofondo, Falling Backwards Once Again, un pezzo che lo stesso Lynch ha inciso con Patti Smith. Una stanza dei sogni, dei misteri, dei rimpianti e delle aspirazioni creative, un luogo dove provare a sentirsi, anzi ad essere, comunità.

In apertura, opera di Daido Moriyama

Opera di Artavazd Pelechian
Opera di Artavazd Pelechian


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Moda anni 2000: sopracciglia sottili & Co.

Labbra ombré, (ovvero effetto degradé), ombretti perlati, space buns (i mini chignon), e sopracciglia sottili sono termini che fanno ormai parte del nostro vocabolario beauty in tempi di lockdown. Non c’è bisogno di scrollare molto su Instagram, Depop e TikTok per trovare innumerevoli riferimenti all’estetica in voga fra la fine degli anni 90 e i primi anni Duemila: basti pensare che l’hashtag #Y2K ha ottenuto 1,6 miliardi di visualizzazioni solo su TikTok. E anche le celebrities sono entusiaste del trend. Di recente Lizzo si è presentata ai Grammy Awards con tre mollette in stile Y2K nei capelli, mentre Megan Thee Stallion è stata vista sfoggiare labbra ombré e space buns. E poi ci sono Barbie Ferreira e Dua Lipa con ombretti coloratissimi verde soft e lilla perlato, mentre Bella Hadid è ormai la portavoce dell’estetica Y2K grazie alle sopracciglia sottili e alle pettinature spiky

“Mi ispiro sempre all’estetica di fine anni Novanta-primi Duemila quando creo i look per Megan Thee Stallion, i riferimenti sono davvero tanti”, spiega la makeup artist Priscilla Ono, che ha ideato il look sfoggiato ai Grammy della cantante di WAP con labbra super-glossy e un raccolto con due ciocche che ricadono sul viso (in stile “ballo di fine anno” anni 2000). “Volevo restare fedele al suo look ma con un tocco di glamour fresco, da red carpet. Per gli occhi ho scelto colori neutri, ma ho lasciato le ciglia lunghissime come piace a lei. E siccome non esce di casa senza lip liner, ho applicato al centro delle labbra una nuance nude-marrone perfetta per la tonalità della sua pelle”.

Come ricreare il beauty trend Y2K?

Definire l’estetica Y2K e la moda anni 2000 è semplice: è un approccio alla bellezza divertente e spensierato, meno contouring pesante, meno linee nette, più colore e dettagli “carini”, texture giocose e, per quanto riguarda le unghie, si assiste al ritorno della French Manicure, di loghi firmati e altri tipi di décor.    Passiamo all’hairstyling: questo nuovo trend vuole pinze per capelli, mini codini, capelli raccolti e ciuffi che ricadono sul viso. In quest’ultimo anno, quando i parrucchieri sono potuti restare aperti in sicurezza, la colourist Aura Friedman dei Sally Hershberger Salons ha visto aumentare le richieste per ciocche colorate e mèches più larghe ed evidenti. “Molto diverse dal balayage con ciocche super sottili che si facevano prima”, dice. “Anche le mèches colorate sono tornate di moda, e si può giocare moltissimo con i colori e con la zona di applicazione”. 

Per quanto riguarda il trucco, tornano le nuance rosa chiaro e celesti per gli occhi, le labbra super lucide e le sopracciglia sottili. La modella Princess Gollum, volto di Byredo makeup, è una delle nuove icone di questo stile. “Se penso alla Y2K beauty, mi vengono in mente occhi truccati di bianco, non solo sulla palpebra, ma su tutto il contorno, e poi gloss, rossetti, labbra metal, matita per labbra, fard rosa, ombretti scintillanti effetto smudgy, sopracciglia sottili, mèches evidenti. Ma anche ombretto blu metal più rossetto rosso, un classico”. La modella adora usare Purple Stinger Colour Stick di Byredo. “Un colore che per me è il simbolo assoluto degli anni Duemila”, aggiunge.

Perché il trend prende piede proprio adesso?

Dopo un anno passato in lockdown, non deve sorprendere se guardiamo al passato: è un modo per evadere con la mente, ripensando a un periodo in cui la moda era divertente e frivola. “Quando il futuro è incerto, automaticamente ci rifugiamo nel passato e cerchiamo di combattere l’ansia ripensando a punti di riferimento già noti”, spiega la trend forecaster Marie-Michèle Larivée. “Negli ultimi anni abbiamo visto il ritorno di varie decadi, una dopo l’altra: gli anni Sessanta, Settanta, Ottanta e Novanta. E adesso sembra che la moda abbia fatto di nuovo il giro completo. Credo che le generazioni più giovani siano ossessionate da un’estetica in voga prima che il loro futuro divenisse così incerto e angosciante”. 

C’è qualcosa di estremamente potente nella nostalgia, specialmente se viviamo una realtà così difficile. “Penso ai primi anni 2000” ricorda Ono. “Ero poco più che ventenne, e quel periodo ha sempre ispirato il mio make-up. In particolare adesso che lavoro con una rapper, i riferimenti alle artiste del rap anni 2000 sono davvero tanti. Sono felice che sia tornato di moda il look, in particolare con tutte le sfumature marroni e argento”. 

Larivée crede che il ritorno dell’estetica Y2K sia dovuta anche al successo di piattaforme dedicate allo shopping di capi usati come Depop o Vestiaire Collective, che offrono veri e propri reperti storici a prezzi accessibili, e che rappresentano anche una scelta sostenibile per una clientela sempre più consapevole.

Come evolverà il trend?

L’ossessione crescente per i look Y2K non si spegnerà ancora, ma adesso che ci si avvia verso l’estate si tenderà a mantenere lo stile, ma con un approccio più moderno. “È importante che le clienti abbiano il look che desiderano, ma anche renderlo più attuale”, afferma Friedman. “Le mèches più larghe sono un buon esempio di uno stile che non è necessariamente ‘cool’ oggi, ma se si mantengono i contrasti di colore usando una tecnica più attuale si può ottenere un risultato più soft e sfumato: insomma, è un modo per mantenere lo stile che si desidera ma in modo più moderno”.   “Si continuerà a sperimentare con i colori più accesi e divertenti per i capelli, proprio come si faceva nei Duemila”, aggiunge. “E questo si può fare in tanti modi: con ciuffi verde lime che incorniciano il viso, con un tocco di giallo sulla nuca, con sfumature dal viola al fucsia… Si può fare di tutto e di più”. 

Dua Lipa attends the 63rd Annual GRAMMY Awards63rd Annual GRAMMY Awards – Arrivals
Dua Lipa attends the 63rd Annual GRAMMY Awards
Kevin Mazur

E anche gli altri addetti ai lavori puntano sul colore. “Credo che gli ombretti colorati quest’estate torneranno di moda”, dice Ono. “In particolare nuance come azzurro polvere e lilla, molto anni Duemila, molto Drew Barrymore nei Novanta”. Ono prevede anche il ritorno di “Labbra nei toni del marrone, soprattutto per chi ha la pelle più scura: strizzano l’occhio ai Duemila, ma sono anche chic”. Una delle sue tecniche preferite per un look Y2K gliel’ha suggerita Megan Thee Stallion in persona, che le ha consigliato di passare un rossetto di colore più scuro sul contorno labbra e uno più chiaro all’interno, è più veloce che applicare la matita per labbra. 

“La fashion industry, pur essendo in standby, ha trovato comunque un modo per rendere attuali elementi del passato con un mood 2021”, dice Larivée. “Sicuramente l’estetica Y2K cambierà nel tempo, e perderà alcuni dei suoi elementi per trasformarsi ancora in futuro”.



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Chanel e i cappelli: una storia di eleganza e successi

L'essenza dello stile Chanel persiste nei guardaroba al pari delle note floreali del suo N°5. Non si tratta di semplice abbigliamento, ma di un vero e proprio strumento femminista che ha posto le basi per l'emancipazione moderna, così come Mademoiselle Coco non è solo la couturière cui dobbiamo una moda di tweed bianco e nero, ma è fautrice di una rivoluzione che reclama il ruolo della donna nella società.

Courtesy Chanel

Non è un caso se nel costruire l'eterogenea struttura della maison, Gabrielle sia partita dalla testa. Paul Morand ne cita l'acume nell'opera The Allure of Chanel: "Le donne che vedevo alle gare indossavano enormi pagnotte sulla testa, costruzioni fatte di piume e abbellite con frutta e pennacchi. (...) In tribuna si cominciava a parlare dei miei cappelli sorprendenti, insoliti, così puliti e austeri. (...) Ero la creatura curiosa, la piccola donna il cui boater di paglia si adattava alla sua testa e la cui testa si adattava alle sue spalle".  

Coco Chanel in Fashionable ClothingGetty Images

Tolte le frivolezze, Coco lascia cadere l'impalcatura del costume e delle tendenze, per rivelare un modo di vestire inedito e progressista - già nel 1910, all'apertura della sua prima boutique in Rue Cambon, madeimoselle tenta la scalata alla parità di genere. I primi modelli in vetrina sono i boater, cappelli da barca piatti e a tesa stretta, di paglia intrecciata con nastro in gros grain, cui segue il berretto da marinaio, altro prestito del menswear e del panorama costiero fra Deauville e Biarritz - una commistione perfetta fra la vague spensierata di una vacanza al mare e l'eleganza rigorosa di stampo militare. 

Ines de la Fressange sulla passerella Chanel primavera-estate 1985.French model Ines de la Fressange presen
Ines de la Fressange sulla passerella Chanel primavera-estate 1985.
Getty Images

Se la tendenza bonne mine tutta pizzi e crinoline di inizio secolo non esiste più è quindi merito di un cappellino, confermando quella definizione dell'accessorio secondo cui è il dettaglio che fa la differenza. 

Un'artigiana di Maison Michel realizza un cappello Chanel.Les coulisses de la mode
Un'artigiana di Maison Michel realizza un cappello Chanel.
Getty ImagesI cappelli Chanel oggi

Chapeau ben meritato per Virginie Viard, che eredita l'estetica della maison con intelligenza, facendo buon uso del suo patrimonio e adattandolo di anno in anno alle esigenze contemporanee. Nelle sue collezioni, l'heritage Chanel si evolve a passo di donna e il cappello ne è il testimone. Realizzati dagli artigiani di Maison Michel, scandiscono giorni e stagioni a colpi di design. 

Collezione primavera-estate 2021
Collezione primavera-estate 2021
GorunwayCollezione primavera-estate 2021
Collezione primavera-estate 2021
GorunwayCollezione primavera-estate 2021
Collezione primavera-estate 2021
Gorunway

Per il giorno, il cerchietto sostituisce la modisteria ponendosi come copricapo ideale di una vita dinamica e sempre di fretta. Incastonato di perle, di metallo lavorato a guisa delle doppie CC della maison, intrecciato di pelle e catena o con elegante veletta a ricordare il fascino della Vecchia Hollywood, è un accessorio multifunzionale, quasi come un dispositivo high-tech, che acconcia i capelli e li decora con la semplicità di un click.

Haute Couture primavera-estate 2021
Haute Couture primavera-estate 2021
Instagram @chanelHaute Couture primavera-estate 2021
Haute Couture primavera-estate 2021
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Corone di fiori sostituiscono il mood da crociera della paglia, portandoci dalla Costa Azzurra ai campi di Provenza, fra cerimonie in famiglia e abiti bianchi e rosa - oggi, lo scopo della vacanza non è più allontanarsi, ma riunirsi nelle consuetudini d'un tratto diventate straordinarie. Per le stagioni più fredde, le falde estreme del fedora sostituiscono il berretto e la lana cotta, con design d'ispirazione anni 70 perfetto per una dark lady in nero dall'umore perennemente rock, mentre per la più eclettica e amante della favola c'è il cappello a cono con velo che fonde le silhouette della Renaissance di Caterina de' Medici con i costumi  fiabeschi di Gitt Magrini per i film di Jacques Demy

Métiers d'Art 2021
Métiers d'Art 2021
GorunwayMétiers d'Art 2021
Métiers d'Art 2021
GorunwayMétiers d'Art 2021
Métiers d'Art 2021
Gorunway

Vestirsi è un'arte e mademoiselle lo sa, e se all'abito va l'onere di valorizzare e supportare il corpo della donna, al cappello va l'onore di abbellirne la mente



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